L'avvento raccontato


Anche quest'anno l'Avvento arriverà nelle nostre case e subito nelle nostre menti da mamme iniziamo a porci la domanda:
"E mò cosa ci metto? Caramelle? Per carità! Regali? Uno svenamento. I soliti pensierini? Ok ma ci sarà qualcosa di originale che non ho ancora messo?".
Tranquille mamme! Qualcosa di originale e mai visto c'è e a suggerircelo è una carissima amica del riccio, Carlotta Finazzi, che ci apre le porte della sua casa mostrandoci un calendario unico nel suo genere: 24 storie di Natale da leggere sotto l'albero.
Semplice, magico come solo la lettura riesce a regalare e soprattutto GRATUITO.
Ebbene sì perché dopo il successone riscosso sulla pagina facebook de La Mini Factory, dove come ogni buon amico del riccio condivide le sue idee e le sue creazioni mettendole a disposizione di tutte le altre mamme, in tante hanno chiesto un "aiutino" sulle storie da stampare e Carlotta le ha messe tutte quante a nostra disposizione  (e a fine post link diretto per altre storie!).
Qui sotto tutte le 24 storie!
Buona lettura!


Leggende di Natale nel Mondo

Leggende di Natale in FRANCIA

In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. Addobberà anche l'albero con frutta e dolci. E' tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la bùche de Noêl. Il presepio in Francia è molto curato; sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d'argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati Santons. A questo sito potete vederne degli esempi:

www.santonsmarcelcarbonel.com

Leggende di Natale in POLONIA

In Polonia, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena. Le famiglie polacche celebrano il Natale con un pasto di 12 portate. Si lascia sempre un po' di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso. In molte case ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino.

Leggende di Natale in SPAGNA

In Spagna il giorno più festeggiato nel periodo natalizio è il 6 Gennaio, giorno in cui arrivano i los Reyes, i Re Magi. A cavallo o su carri sfilano per le città e distribuiscono dolci e caramelle. La figura di Babbo Natale è meno sentita. Nei presepi spagnoli alle classiche statuine si affiancano quelle di Tio, un tronchetto d'albero che, se scosso, sprigiona dolcetti e quella di Caganer, un porta fortuna natalizio.

Leggende di Natale in GERMANIA

In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l'11 novembre, giorno di San Martino. E' tradizione costruire per quel giorno delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, oppure verranno messe nei cimiteri, e che servono ad illuminare la strada al santo. Durante il periodo dell'Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24
finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata. Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen. La notte del 24 infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi doni. Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato. A Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c'è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che sta aperto tutto l'anno. Questo è il sito ufficiale: www.weihnachtsdorf.de

Leggende di Natale in INGHILTERRA

In Inghilterra l'albero di Natale la fa da padrone tra le varie decorazioni, anche a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all'aperto con luci, nastri e ghirlande. La notte del 24 Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l'albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 aprono i doni. Proprio quel giorno l'atmosfera è festosa ed è usanza riunirsi con le persone care e cucinare un buon pranzo con dolci tipici quale per esempio il Christmas Pudding. Sono usati per i festeggiamenti anche fuochi d'artificio o mortaretti.

Leggende di Natale in FINLANDIA

In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.

Leggende di Natale in GRECIA

In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere. Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco. I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore.

Leggende di Natale in SVEZIA

In un luogo dove regna il buio per mesi e mesi, il Natale è celebrato con tanta LUCE. Le celebrazioni del Natale iniziano il 13 Dicembre con la festa di Santa Lucia: una bambina deve indossare un abito bianco e una corona di candele, e deve poi svegliare le famiglie che dormono e mangiare con loro la colazione a base di torta e caffè. Il pranzo di Natale svedese include tanto maiale arrosto e tanta Torta di Natale.

Leggende di Natale in EGITTO

In Egitto il Natale viene festeggiato il 7 dicembre e l'Avvento dura 40 giorni, durante i quali è proibito mangiare carne e latte. E' tradizione far visita ad amici e vicini di casa, portando in omaggio biscotti da accompagnare con una bevanda tipica, il Kaik.

Leggende di Natale in INDIA

In India le chiese cattoliche vengono addobbate a festa ed è consuetudine recarsi alla Messa di Mezzanotte, che solitamente dura 2 o 3 ore. Gli addobbi non vengono messi su quello che da noi è il classico abete, ma su dei grossi banani. Gli indiani in questo periodo accentuano il loro senso di ospitalità, considerato sacro, fanno visite alle persone care e le accolgono, scambiandosi frutti, dolci e fiori e cantando in compagnia. Anche gli indiani di religione non cristiana partecipano in qualche modo ai festeggiamenti, attirati e interessati a questa festa di luce, vicina ad altre celebrazioni tipicamente indiane.

Leggende di Natale in GIAPPONE

In Giappone il Natale non esisteva e, in tempi molto recenti, è stato preso in prestito dall'Europa. Lo si festeggia addobbando le città a festa, con alberi di Natale e lanterne illuminate, tipicamente giapponesi, appese ad ogni angolo della strada. Ci si scambiano regali e le famiglie più abbienti regalano qualcosa ai più poveri per permettere anche a loro di passare in allegria questo giorno di festa. La figura che sostituisce Babbo Natale e porta i doni si chiama Hoteiosha.

Leggende di Natale negli STATI UNITI

Negli Stati Uniti il Natale si festeggia in modo molto diverso, a seconda del Paese e delle origini etniche. Nel Nord America le tradizioni sono molto simili a quelle europee e seguono per la maggiore le usanze di origine inglese o francese. Nel Sud America il Natale cattolico è molto sentito. La natività ha una grossa importanza e vengono allestiti presepi o intagliate statue artigianalmente, vengono fatte processioni e preghiere. Inoltre, nell'attesa del 25 dicembre, vengono festeggiati diversi santi, che portano piccoli doni e contribuiscono ad accrescere il clima di festa.
In California Babbo Natale arriva sul surf, tra le onde. In alcuni Paesi del sud si spara in aria. A Washington anche la Casa Bianca è in festa e il Presidente ha il compito di accendere le luci di un gigantesco albero.

Leggende di Natale in MESSICO

In Messico, i giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente alla metà dei XVI secolo), las posadas, che ripropone l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove alloggiare. "Dar posada" vuol dire ospitare un viandante e, nella tradizione natalizia, la posada è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti della natività. In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria (rappresentati da due bambini vestiti appropriatamente oppure delle statue portate dai bambini) che vanno a chiedere "posada", cioè ospitalità, in una casa. Prima di arrivare alla casa dove verranno accolti, si fermano a chiedere il permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito, però, negativo. Poi la processione riprende al suono degli strumenti musicali, intervallato da preghiere e canti di litanie. Finché, dinanzi alla porta della casa prescelta, al gruppo nella strada che domanda "posada" con un canto, risponde dall'interno dell'abitazione un secondo coro. Quindi viene aperta la porta per accogliere gli ospiti con Giuseppe e Maria. Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre dolci e bevande. Si termina con il gioco della pinata, una pentola di terracotta (pignatta) appesa ad una corda che un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un bastone. Le pignatte sono piene di frutta, dolci e giocattoli.

Leggende di Natale in RUSSIA

Nel giorno di Natale si cantano inni e canti e la gente si ritrova nelle chiese decorate con lalbero di Natale, fiori e luci colorate. Baboushka è la figura tradizionale del Natale, che distribuisce regali ai bimbi. Del fieno è sparpagliato su fiori e sulle tavole per augurarsi che il foraggio per i cavalli non venga mai a mancare. Il ruolo di Babbo Natale viene chiamato Dedusha Moroz.


1. LA DIETA DI BABBO NATALE

"Vuoi dire che sono diventato più ciccione?" rispose inarcando le sopracciglia 

l'incredulo Babbo Natale, e ordino che venisse portata la bilancia parlante.

"Sei ingrassato dieci chili!" sentenzio la bilancia pesando Babbo Natale. "Hai 

mangiato troppi dolci e merendine!" concluse.

"Allora mi devi allargare il costume!" disse Babbo Natale all'elfo sarto.

"Impossibile! Non può essere modificato, altrimenti perderà la sua magia!" 

rispose preoccupato l'elfo.

"Ma, allora... che cosa posso fare?" chiese pensieroso Babbo Natale.

"Non c'è che una soluzione: mettiti a dieta!" replicò convinto l'elfo.

Così, Babbo Natale inizio a mangiare brodini leggeri, frutta e verdura, senza 

assaggiare neppure un cioccolatino. Giorni dopo, gli elfi lo pesarono di nuovo 

sulla bilancia parlante. "Sei ingrassato ancora di un chilo!" sentenziò la 

bilancia.

"Ma com'è possibile?" chiesero gli elfi. "Ehm... non chiedetelo a me, io ho 

seguito scrupolosamente la dieta!" disse Babbo Natale.

Ma gli elfi non erano convinti... Decisero, perciò, di tenerlo d'occhio di 

nascosto. Quella notte, un'ombra si avvicinò al frigorifero, nella cucina del 

castello di ghiaccio.

Gli elfi accesero la luce e... "Ooooh!" esclamarono tutti insieme: Babbo 

Natale aveva tagliato una grossa fetta di panettone e la stava divorando con 

appetito!

"Ora è tutto chiaro!" esclamò severo l'elfo sarto. "Di giorno seguivi la dieta, 

mentre la notte ti rimpinzavi di dolci!".

"Che cosa posso farci?" replicò mortificato Babbo Natale. "Mi è sempre 

piaciuto mangiare tanto!".

"E ai bambini non pensi?" commentarono gli elfi. "Se non potrai indossare il 

costume magico, resterrano senza doni!".

"E' vero!" realizzò improvvisamente Babbo Natale, battendosi una mano sul 

capo. "Non posso permetterlo!".

Perciò iniziò a fare tanta ginnastica con cyclette, pesi e altri attrezzi. Giunse 

la Vigilia di Natale. Babbo Natale indossò il costume magico e provò ad 

abbottonarlo...

"Evviva! Adesso ti sta a pennello!" esclamò con gioia l'elfo sarto.

"Ce l'ho messa tutta!" disse soddisfatto Babbo

Natale. "Non potevo deludere i bambini!".

 Così, quella notte, partì in volo con la slitta magica per regalare, ancora una 

volta, un pizzico di felicità ai bambini di tutto il mondo.


2.  IL CAPPELLO DI BABBO NATALE

Nella casa di babbo Natale tutto era pronto: la slitta, i regali, le renne…era 

mezzanotte!!!

l’orologio della piazza suonò dodici rintocchi

“Senti è Natale”!!! disse Rudolf la renna

“stanotte finalmente portiamo i regali “ disse Blitzen la renna

“Ma dov’è Babbo Natale “ disse Rudolfh

“  Babbo Natale , Babbo Natale, dove sei? Chiamarono le renne

Eccomi qua !” disse Babbo Natale uscendo sulla porta di casa

“Babbo Natale Partiamo “ disse Blitzen

“Si, sono pronto …arrivo subito “ disse Babbo Natale rientrando in casa.

Babbo Natale non si era accorto che Gina la civetta era appollaiata sul ramo 

dell’abete tutto illuminato,

Le civette si sa, fanno paura di notte con quegli occhioni gialli, ma in fondo in fondo 

sono buone e si divertono tanto a fare gli scherzi a chiunque  sia nei paraggi.

Così la civetta Gina decise che quella notte avrebbe fatto un bellissimo scherzo a 

Babbo Natale…

“ se non ci sbrighiamo faremo tardi  e non riusciremo a portare tutti i regali in una 

notte“ disse Rudolph spazientita

“Forzaaaa si Parteee “ urlò Babbo Natale uscendo di casa

“Ehi Babbo Natale ma dov’è il tuo cappello” disse Blitzen

“Non lo so !” disse Babbo Natale toccandosi la testa

Come!! non sai dov’è il tuo cappello “ disse Blitzen

“Prima l’avevi in testa “ disse Rudolpf

“ E adesso dov’è “ disse Blitzen seccata

“ Non me lo ricordo più “ disse Babbo Natale

“ Hai guardato sotto il letto ?” disse Rudolf

Babbo Natale entrò in casa, guardò sotto il letto ma il cappello non c’era

“ No, non c’è” disse Babbo Natale

“ Hai guardato nell’armadio? “ disse Rudolf spazientita

Babbo Natale guardò anche lì ma il cappello non c’era

“No !! disse Babbo Natale non c’è neanche qui

“Guarda sotto la poltrona?“ disse Blitzen

Babbo Natale guardò sotto la sua grossa poltrona vicino al camino, ma del cappello 

neanche l’ombra.

“E adesso come facciamo !!?” chiese Blitzen spaventata a Rudolf

La renna Rudolf era effettivamente preoccupata; non era mai successo prima d’ora 

che Babbo Natale perdesse il cappello.

“Certo che Babbo Natale non può essere un vero Babbo Natale senza il cappello” 

pensò Blitzen

Il tempo passava.  Anche Babbo Natale era preoccupato: Pensava a tutti i bambini 

del mondo che in quella notte magica aspettavano proprio lui. Come poteva essere 

diventato così sbadato, dove poteva essere finito il suo cappello?

“ Sempre la stessa storia: l’anno scorso ha perso i guanti, l’anno prima gli occhiali e 

ora il cappello… sta proprio invecchiando” disse Blitzen.

Rudolf intanto cercava di darsi da fare per trovare il cappello, quando vide, coperto 

da un po’ di neve, un grosso scatolone pieno di cappelli.

“Babbo Natale !! vieni presto !!vieni qui subito” urlo Rudolf

Era dà un po’ passata la mezzanotte quando gli abitanti del paese di Babbo Natale, 

preoccupati perchè la slitta non era ancora partita, si

avviarono verso la casa di Babbo Natale per capire cosa stava succedendo.

“Guarda !!” disse Rudolf indicando lo scatolone

“ è pieno di cappelli, magari c’è anche il tuo!” disse a Babbo Natale.

Babbo Natale  prese dallo scatolone un cappello… era marrone, se lo mise in 

testa..

“no, è mio “disse il falegname prendendo il suo cappello dalla testa di Babbo natale

Babbo Natale ne prese un altro , se lo mise in testa …ma si sentì una voce che 

diceva:”Quel cappello è mio ridammelo subito!”

Babbo Natale ora era veramente triste:

“Nessuno riceverà i regali questa notte!! non sono un vero Babbo Natale senza il 

mio cappello”

La civetta Gina, appollaiata sul ramo, si stava divertendo un mondo; in testa aveva 

il cappello di Babbo natale ma nessuno se ne era accorto, nemmeno la renna 

Rudofl. !

Nel silenzio che seguì, la civetta volò dal ramo aprì le sue ali e volò intorno alla 

slitta passando vicinissima alle corna di Blitzen.

“Guarda….. Guarda là….. Babbo Natale ….guarda dov’è il tuo cappello!!” urlò 

Blitzen con tutto il fiato che aveva.

Babbo Natale vide finalmente il suo cappello …e la civetta Gina si posò 

delicatamente sul suo braccio.

“Tieni  il tuo cappello “ disse la civetta.

Babbo Natale si mise il cappello sulla testa.

“ Guardate!!! Babbo Natale ha il cappello!” disse Blitzen

“Finalmente ora possiamo dirlo “ Disse Rudolf tirando un sospiro di sollievo

“ Aspetta un momento…. “Disse Babbo Natale sedendosi sulla slitta

“ecco ora  si che possiamo dirlo…… BUON NATALE!!!

“BUON NATALE a tutti” dissero Rudolf, Bitzen e…naturalmente Babbo Natale 

volando nel cielo pieno di stelle.


3.  LE RENNE DI BABBO NATALE

Forse non lo sapete, ma le renne che trascinano la slitta di Babbo Natale 

devono essere rigorosamente otto. Perché? A questo proprio non lo so 

bisognerebbe chiederlo a lui!

Ebbene, sentite cosa accadde lo scorso anno!

Il Natale si stava avvicinando a grandi passi, il mondo cominciava a coprirsi di 

luci, suoni, colori, l ́atmosfera era quella di un momento di magia... e Babbo 

Natale era già in agitazione: carico di regali per i bimbi di tutto il mondo, si 

preparava a partire, quando gli accadde un bel guaio. Scheggia, Fulmine, 

Furia e Ardore, quattro delle sue fedelissime, ma ormai vecchie renne, dopo 

ben cento anni di onorato servizio decisero di andare in pensione, non se la 

sentivano più di affrontare tante fatiche...

Che fare? 100 anni di lavoro erano veramente molti e il Buon Vecchio non 

poteva rifiutare quella richiesta.

Subito si mise al lavoro, preparò un grandissimo cartello con queste parole: 

"Cercasi renne, stipendio ottimo, disponibilità immediata..." e lo appese sulla 

porta di casa. Ma passavano i giorni e non si presentava nessuno. Babbo 

Natale era preoccupatissimo, telefonava in continuazione, mandava e-mail in 

tutto il mondo e fax negli angoli più sperduti del cielo ... finalmente si 

presentarono quattro dolcissime renne: una giovane coppia di sposi con due 

piccoli maschietti renna dagli occhi languidi e sognanti; erano disoccupati, 

venivano da molto lontano, cercavano una casa ed avevano bisogno di 

lavorare.

Questa tenera famigliola piacque subito a Babbo Natale che accolse con 

gioia papà, mamma e i rennini, ma come in tutte le storie c'era un MA: i 

piccoli sarebbero stati capaci di trainare con forza la pesante slitta carica di 

regali? Allora mamma renna ebbe un ́idea geniale: comprò otto pattini e li 

infilò alle zampe dei suoi piccoli Lampo e Notte e fu un successone!!!!

La batteria di renne si ricompose immediatamente, Lampo e Notte, aiutati dai 

loro pattini non sentivano la fatica e volavano come razzi superando ogni 

ostacolo, e così, come sempre, Babbo Natale fu puntuale nel consegnare un 

sacco di doni a tutti i bambini.


4.  I PREPARATIVI DI BABBO NATALE

Lontano, lontano, al Polo Nord vive Babbo Natale. La sua grande casa, tutta 

di legno, sorge nel mezzo di una verde e fitta foresta di abeti, fra profumi di 

resina, fiocchi di neve e bagliori di camini accesi.

Qualche mese prima di Natale, il Buon Vecchio dalla lunga barba bianca 

inizia a preparare i doni per tutti i bambini della Terra, e questo è il momento 

in cui la sua casa diventa animatissima.

Accorrono gli gnomi che lasciano la foresta per aiutarlo. C ́è lo gnomo postino 

che apre le letterine che i bimbi mandano da tutto il mondo, c ́è lo gnomo 

pasticcere che conosce a memoria migliaia di ricette e si occupa di preparare 

tanti dolci, biscotti, cioccolatini, c ́è quello che lavora il legno e prepara milioni

di giocattoli, mentre lo gnomo candeliere fabbrica candele coloratissime da 

regalare ai genitori dei bimbi. Insomma, la casa di Babbo Natale in quei giorni 

è animata da un ́attività davvero frenetica! Carta colorata, nastri rossi, verdi, 

blu, tutto viene incartato dagli gnomi con molta cura.

Ma il nostro grande Amico non si accontenta dei regali fatti in casa, ne 

acquista anche fuori. Spesso vola nel cielo stellato con la sua slitta ed il suo 

computer portatile e va a visitare i famosi mercatini di Natale. Qui fra 

bancarelle, suoni, luci, colori, profumo di caldarroste, fa tanti acquisti.... Dal 

suo portatile controlla le varie letterine e cerca di esaudire i desideri e le 

richieste dei bambini. Compra i giocattoli più moderni ed un ́infinità di altre 

bellissime cose che i suoi gnomi non saprebbero costruire...

Quando il suo computerino gli conferma che ha accontentato proprio tutti, 

allora paga con la sua carta di credito POLVERE DI STELLE, carica il grosso 

sacco sulla slitta e si avvia verso la sua bellissima casa in mezzo alla foresta 

dove ultimerà i preparativi e aspetterà il giorno della partenza, quando, 

elegantissimo nel suo nuovo abito rosso fiammante, volerà per i cieli con la 

sua velocissima slitta e porterà i regali a tutti i bimbi del mondo.


5.  UNO SCONTRO IN CIELO

Era la notte di Natale e Babbo Natale percorreva le vie del cielo con la sua 

velocissima slitta, guidato dalle renne con gli occhi fosforescenti e 

lampeggianti. Papà Natale solcava la notte fonda e lasciava cadere regali per 

tutti, grandi e piccini, sui tetti delle case. Ma quella notte c'era traffico in cielo 

ed anche i semafori avevano fatto uno sciopero improvviso! Quella stessa 

notte, un po' in anticipo, anche la Befana stava facendo un giretto a cavallo 

della sua scopa, ma viaggiava a luci spente, per cui volava completamente al 

buio. Voleva non essere vista e controllare, di nascosto, ciò che faceva Papà 

Natale. Tra qualche giorno anche lei avrebbe distribuito i doni e non voleva di 

certo essergli inferiore! Così quella notte il cielo era veramente trafficato: un 

andirivieni di renne, scope, voli, controvoli, quando, all'improvviso, si sentì un 

gran botto, così forte che anche i semafori rientrarono dallo sciopero e si 

accesero luminosissimi per vedere l'accaduto. Ma cosa era successo? Uno 

scontro fra Babbo Natale e la Befana, regali sparsi ovunque, renne malconce, 

Befana che volava senza scopa... Un gran litigio! E come finì questa storia?

Con l'intervento dei Vigili del cielo e una gran multa alla Befana perché 

viaggiava senza CASCO !


6.  BABBO NATALE AMMALATO

Lo scorso Natale stava per succedere un disastro. Una brutta mattina, era già 

passata la metà di dicembre,Babbo Natale si svegliò e si accorse che stava 

male, ma proprio male. " Per tutte le slitte!" esclamò Mamma Natale. " Hai il 

viso pieno di macchie! Come farò a finire di preparare tutti i regali da sola?" 

"Mah, comunque è meglio che mi sbrighi" disse tra sè Mamma Natale, " 

Adesso devo dare da mangiare alle renne". Ma quando si aprì la porta della 

stalla vide qualcosa che la fece restare con tanto d'occhi: anche le renne 

erano piene di macchie! Allora decise di dare agli animali un cucchiaio di 

medicina e intanto pensava a cosa c'era ancora da fare. Si mise il cappotto e 

uscì in giardino, accompagnata dai suoi animali. Durante la notte, insieme 

alla neve erano cadute in giardino centinaia di lettere indirizzate a Babbo 

Natale. Mamma Natale e i suoi animali le raccolsero tutte. Mamma Natale 

lesse tutte le lettere, poi si rimboccò le maniche. C'erano ancora tanti regali 

da finire, anche se lei e Babbo Natale avevano lavorato sodo per tutto 

l'anno...anzi per essere precisi fin dal Natale precedente! Per tutto il giorno 

Mamma Natale non fece altro che segare, tagliare, incollare, avvitare, 

dipingere,cucire, e alla fine era tutto pronto. Ma ad un tratto le venne un 

terribile dubbio: senza le renne, come avrebbe fatto a consegnare i regali? 

Finchè ad un certo punto..." Ho trovato!" esclamò. " Trasformerò la bicicletta 

in una macchina volante!" " E l'aspirapolvere mi darà la spinta necessaria per 

il decollo!" Poi si mise a cercare in cantina per vedere se c'erano altre cose 

che le potessero servire. Modificò l'aspirapolvere in modo che soffiasse fuori 

l'aria, invece di aspirarla. Poi collegò i pedali al motore: più forte si pedalava, 

più veloce si andava. Ecco fatto! Alla fine la macchina volante era pronta, e 

Mamma Natale era molto contenta. Mamma Natale attaccò ad ogni regalo un 

bigliettino con il nome di chi lo doveva ricevere, poi sistemò i regali nel cesto. 

Un paio erano davvero troppo grandi e crearono qualche problema! Alla fine 

indossò il mantello rosso con il cappuccio. Nessuno l'avrebbe riconosciuta! 

Fuori faceva molto freddo. Mamma Natale ripulì dalla neve un pezzo di 

sentiero e preparò la pista di decollo. Poi l'oca e la gallina cominciarono a 

sbattere le ali, mentre lei pedalava più forte che poteva: e pedala e pedala e 

pedala...alla fine la bicicletta si sollevò nell'aria della notte. Mamma Natale 

stava volando! E continuò a volare e a volare finchè non vide in lontananza 

una piccola città. Allora girò la bicicletta in quella direzione e atterrò sopra un 

tetto pieno di neve. Legò una fune attorno al camino e si lasciò scivolare 

dentro. Ma guarda! Il mantello rosso tutto sporco! Come farà Babbo Natale 

ad averlo sempre pulito? Mamma Natale continuò ad andare su e giù peri 

camini per tutta la notte, finchè anche l'ultimo regalo non fu consegnato e tutti 

i cesti non rimasero vuoti. Adesso poteva tornare a casa. Il viaggio sembrava 

non finire mai, ma alla fine vide una debole luce. Erano Babbo Natale e le 

renne, che le segnalavano la strada di casa. Erano guariti! Non avevano più 

le macchie! " Non vedevo l'ora che tu tornassi!" disse Babbo Natale. " Vieni, 

siediti qui mia cara e togliti gli stivali. Adesso ti preparo un bel bagno caldo". 

Mamma Natale rimase a sguazzare per un bel pò. Poi quando si sentì ben 

riposata, scese in soggiorno; lì c'era ad aspettarla una magnifica 

sorpresa...Babbo Natale aveva preparato una colazione 

speciale..naturalmente con i regali per tutti!


7.  LA FIABA DI BABBO NATALE

Tanti,tanti anni fa,in Lapponia,in una capanna del bosco, circondata da abeti, 

vicino ad un allegro ruscello d'acqua limpida e fresca viveva Natale, il quale si 

dedicava ogni giorno a coltivare il suo orticello, a curare le sue renne e ad 

intagliare il legno, vivendo tranquillamente. Vestiva sempre di rosso, il suo 

colore preferito. Era un vecchietto assai buono e generoso con una lunga 

barba bianca ed aiutava spesso senza tirarsi mai indietro tutti i suoi vicini. Un 

giorno pensò che era troppo poco quello che stava facendo e si mise a 

pensare: voleva trovare un modo per poter dare agli altri qualcosa di più. 

Quella sera fece un sogno: Nel sogno gli apparve un angioletto: era molto 

bello e grazioso e, con una dolce vocina, gli spiegò che nel mondo c'erano 

tanti bambini ma tanti di questi erano poveri e non potevano permettersi 

niente, anche loro come tutti gli altri bambini più fortunati desideravano dei 

giocattoli, ma non avrebbero mai potuto averli, il cuore dell'angelo era colmo 

di tristezza e un lacrima gli scorreva lungo il viso, Natale che era molto 

sensibile chiese all'angioletto cosa poteva fare per far spuntare sui visi di tutti 

i bambini un sorriso e un po' di felicità nei loro cuori. L'angioletto rispose che, 

se Natale voleva, poteva aiutarli. Sarebbe dovuto partire caricando sulla sua 

slitta trainata dalle sue renne un sacco pieno di doni da consegnare a ciascun 

bambino la notte santa, quando nacque Gesù. "Ma dove posso trovare i 

giocattoli per tutti i bambini del mondo? E come posso farcela a consegnarli 

tutti in una sola notte e ad entrare nelle case? Ci saranno tutte le porte 

chiuse!" si chiese Natale. L'angioletto gli disse che Gesù Bambino l'avrebbe 

aiutato a risolvere ogni problema. Fu così che Gesù Bambino nominò Natale 

papà di ogni bambino donandogli il nome di Babbo Natale! I primi giochi che 

Babbo Natale regalò furono costruiti con le sue stesse mani: intagliò nel 

legno bambole, macchinine, pupazzi ed ogni sorta di giocattolo. Gesù 

Bambino assegnò a Babbo Natale degli Elfi che altro non erano che piccoli 

angeli dalla faccia simpatica che lo aiutavano a costruire i giocattoli, a 

caricarli sulla slitta e a consegnarli in tempo ogni anno la sera di Natale! Gesù 

bambino fece anche un piccolo miracolo: concesse alla slitta e alle otto renne 

il dono di poter volare nel cielo. Babbo Natale entra quindi quella notte in ogni 

casa calandosi dal camino e riempiendo le calze che ogni bimbo appende 

sotto al camino, come d'usanza, e posando gli altri pacchetti più grossi sotto 

agli alberi di pino adornati a festa con luci e addobbi vari: palline, candeline, 

bastoncini di zucchero, e anche nelle case delle famiglie più povere gli alberi 

di pino venivano adornati con noci, mandarini, frutta secca, che profumavano 

l'aria di festa e che poi venivano mangiati in famiglia tutti insieme. Grazie alla 

magia dell'amore fu così possibile a Babbo Natale di essere sempre puntuale 

la notte santa nella consegna dei suoi doni per poter far felici tutti i bambini 

del mondo! E portare un sorriso nei loro visi e nei loro cuori!


8.  LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE

In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea. Giunse 

la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù". 

Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli, quando 

all'improvviso le apparve un Angelo. "Perché sei così triste?" chiese l'Angelo 

alla bambina. "Perché non ho nulla da portare a Gesù!" rispose Altea. Allora 

l'angelo le disse: "Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo 

amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in 

chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello di tutti." Altea fece come le aveva 

detto l'Angelo, andò in chiesa e depose un mazzo di frasche davanti all'altare. 

Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta 

meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.



9. LA FILASTROCCA DI BABBO NATALE

con una slitta eccezionale,

con delle renne che volan davvero

per visitare il mondo intero,

girare il mondo e portare dei doni,

ma solamente ai bambini buoni.

Se sei monello o piagnucolone

ti arriverà solamente carbone.

Ma nella notte più bella dell’anno,

Babbo Natale e la mamma lo sanno,

che siano grandi o siano piccini,

tutti i bambini son bravi bambini.


10. I FOLLETTI DI NATALE

La mamma e il bimbo era in cucina a preparare l’impasto dei biscotti per il 

giorno dopo mentre dalla sala arrivavano musiche natalizie. Nella sala 

troneggiava un abete altissimo che era tutto addobbato e, soprattutto, che 

avrebbe ospitato i regali che Babbo Natale avrebbe portato durante la notte. 

In cucina invece le formine nella scatola erano pronte a estrarre dalla pasta 

stesa una fila lunghissima di cuoricini, stelline, alberelli e pupazzi di neve, che 

poi il bimbo avrebbe cosparso di zucchero a velo. Nella luce calda della 

cucina quasi ci si poteva dimenticare che fuori nevicava forte e faceva freddo.

Il bimbo però si distraeva spesso e la mamma un paio di volte si dovette 

trattenere per non arrabbiarsi (la volta che una scodella di latte si versò per 

terra e quella in cui stessa sorte toccò allo zucchero). Per giustificare i piccoli 

pasticci che combinava, il bimbo era un vero vulcano di giustificazioni ma la 

verità è che aveva spesso la testa tra le nuvole.

“Fuori dalla finestra c’era qualcuno che mi salutava. Giurin giurella, parola di 

scout” - disse convinto il bimbo mentre con il dito prendeva l’impasto dalla 

ciotola per assaggiarlo.

“Va bene, va bene” - disse la mamma con un sorriso accennato, il suo 

cucciolo aveva tanta fantasia.

Finalmente i biscotti furono pronti per essere infornati. Mentre cuocevano la 

mamma andò in un’altra stanza, mentre il bimbo rimase solo in sala a 

disegnare un pochino. Dopo avergli dato forma, aspettava di spolverarli con 

lo zucchero a velo mentre un profumo di cannella si spandeva nell’aria. E 

mentre aspettava, si mise a disegnare un albero di Natale di fianco ad una 

casetta con il fumo che usciva dal comignolo.

D’un tratto, lo stesso strano personaggio di prima si rifà vivo, questa volta 

dalla finestra della sala. Da sotto il cappello verde a punta. Fa un sorrisone al 

bimbo e gli fa cenno di aprire.

Appena il bimbo spalanca la finestra quello con un salto si piazza in mezzo 

alla sala e gli fa: “Ciao, io sono un folletto di Natale”. E il bimbo rimane lì, a 

due passi da lui, a bocca aperta. Poi accenna un timido ciao, ma poi inizia 

anche lui a chiacchierare dopo che il folletto dal cappello a punta tirò fuori 

dalle sue tasche un trenino di legno, poi una sveglia a cucù e infine un 

cavallo a dondolo, delle bambole. Gasp! Era veramente un folletto. E, come 

lui stesso aveva spiegato, insieme ai suoi amici stava preparandosi per la 

notte di lavoro che lo aspettava.

“A proposito – disse il folletto – stasera non avrò molto tempo di mangiare e 

ho visto che i biscotti alla cannella sono pronti” “Ma io non posso toccare il 

forno!” esclamo il bimbo.

“Niente paura, ci penso io” E così dicendo estrasse la teglia dal forno e 

mangiò quattro biscotti. Poi il folletto saccheggiò la teglia e prese un’altra 

dose massiccia di biscotti, affermando che lo faceva per i suoi amici. E, 

salutato il bimbo, sparì insieme ai biscotti.

Poco dopo, la mamma tornò dalla stanza e chiese al bimbo con chi stesse 

parlando e lui rispose che stava parlando con un folletto. “Essì, va beh!” disse 

la mamma conciliante. Poi si girò e le si drizzarono i capelli. Sul tavolo c’era 

la teglia da dove mancavano almeno metà dei biscotti. “Ma cosa hai fatto?!? 

Non sai che pericolo hai corso toccando la teglia! E poi hai mangiato tutti quei 

biscotti che ti possono far male al pancino!!!”

“Ma non sono stato io... è stato il folletto!”. La mamma stava per lanciarsi su 

di lui per dargli una bella lezione quando si sentì bussare al vetro della cucina 

e l’esclamazione “Grazie mille per i biscotti, signora, è possibile avere la 

ricetta? Adesso vado dai miei amici. Buon Natale”

La mamma, vedendo quello strano personaggio con il cappello verde in testa, 

capì che il bimbo aveva detto la verità. Allora gli chiese scusa e gli diede un 

abbraccio forte, dicendo: “D’ora in poi questi biscotti li chiameremo i folletti di 

Natale”.


11.  STORIELLA NATALIZIA

Il Natale era ormai alle porte ma in casa di Mirko e Sonia sembrava un 

periodo come tanti altri. Il papà lavorava fino a tardi ed anche la mamma era 

tanto impegnata tra lavoro, asilo nido e tutto il da fare che le dava il più 

piccolo dei fratellini.

Mancavano solo due giorni e tranne un piccolo Albero di Natale comprato in 

tutta fretta al centro commerciale, non c'era niente che facesse pensare al 

Natale. Mirko e Sonia decisero che dovevano chiedere aiuto a qualcuno; già, 

ma a chi? "Ecco - pensò Mirko- ho trovato! Prendiamo il vecchio libro di 

ricette della nonna !".

Andarono in soffitta e riaprirono la grande cassa dove erano conservati i 

ricordi della nonna e tirarono fuori un quaderno scritto con la grafia tremante 

ma chiara della nonna Clara.

Sulla copertina c'era scritto:"Ricette per i giorni di festa".

Saltarono un po' di pagine che non gli sembrarono molto interessanti, quando 

furono incuriositi da un piatto molto particolare; non sembrava la solita torta, 

né un ciambellone.No, era proprio diverso, ed anche il nome che c'era in 

cima alla pagina li colpì. 

C'era scritto : "La ricetta degli Struffoli". Un dolce con un nome così simpatico 

non doveva essere certo complicato!

Nella dispensa della mamma trovarono tutto l'occorrente: farina, uova, 

zucchero.

Impasta, impasta, arrotola , arrotola. ne fecero dei lunghi fili e poi li tagliarono 

a palline. Infine, con l'aiuto della baby-sitter del più piccolo dei fratellini, li 

tuffarono nell'olio bollente.

Che profumo per casa! Quando le bionde palline si raffreddarono, le 

mescolarono nel miele caldo e poi le sistemarono in un piatto rotondo, come 

una ghirlanda dorata.

Alcuni confettini colorati sparsi sui pallini diedero al piatto un tocco di allegria.

Quando fu la sera di Natale e la famiglia aveva quasi concluso il suo bel 

cenone, ecco i piccoli pasticcieri fecero arrivare sul tavolo il loro 

dolce.pasticcio di Natale.

Mirko e Sonia spiegarono ai genitori, sorpresi e felici, perché avevano scelto 

proprio quella ricetta: primo, perché già solo il nome -Struffoli- metteva 

allegria.

"Poi -disse Sonia- perché sono piccoli e buoni come siamo noi bambini; pieni 

di miele che li tiene insieme, come la dolcezza che ci stare bene in famiglia; 

infine i diavoletti colorati perché sono impertinenti e simpatici come noi, 

vero?"

Mamma e papà scoppiarono a ridere , felici e commossi per i loro bambini 

che, così vivaci e intraprendenti, avevano fatto loro una gran bella sorpresa e 

compresero in pieno il messaggio di semplicità e di affetto che avevano 

dimostrato col loro saporito.PASTICCIO natalizio: gli STRUFFOLI! 


12. PICCOLO ALBERO DI NATALE

C’era una volta un piccolo albero di Natale che, quando parlava con mamma 

albero di Natale e papà albero di Natale, non vedeva l’ora di poter mettersi 

addosso le palline colorate, i festoni argentati e le lampadine. Sognava ogni 

notte il suo momento, entrare nel salotto buono, gustarsi i sorrisi gli auguri in 

famiglia, lasciarsi sfuggire una lacrima di resina dalla contentezza.

E venne finalmente il giorno del piccolo albero di Natale. Venne scelto quasi 

per caso tra tanti amici alberi di Natale anche loro. Pensava: "Adesso è 

venuto il mio momento, adesso sono diventato grande". Il viaggio fu lungo, 

incappucciato di stoffa bagnata per non perdere il verde luminoso dei rami 

ancora giovani. Tornata la luce, il piccolo albero di Natale si trovò nella casa 

di una famiglia povera. Niente palline, niente festoni, solo il suo verde 

scintillante faceva la felicità dei bambini che lo stavano a guardare con gli 

occhi all’insù, affascinati. Era il loro primo albero di Natale. Subito fu deluso, 

sperava di poter dominare una sala ricca di regali e di addobbi eleganti.

Ma passarono i giorni e si abituò a quella casa povera ma ricca di amore. 

Nessuno aveva l’ardire di toccarlo. Venne la sera di natale e furono pochi i 

regali ai suoi piedi ma tanti i sorrisi di gioia dei bambini che per giorni erano 

rimasti a guardarli sotto il suo sguardo severo per cercare di indovinare che 

cosa ci fosse dentro. Venne il pranzo di Natale, niente di speciale. Venne 

Capodanno, con un brindisi discreto, ma auguri sinceri. E venne anche 

l’Epifania e il momento di andare via. Questa volta non lo incappucciarono. 

Lo tolsero dal vaso, gli bagnarono le radici e tutta la famiglia lo accompagnò 

verso il bosco. Era felice di ritornare con mamma albero di Natale e papà 

albero di Natale. Passando per la strada vide tanti suoi amici, ancora con le 

palline colorate e i fili d’oro e d’argento, che lo salutavano. Ma c’era qualcosa 

di strano, erano tutti nei cassonetti della spazzatura, ricchi e sventurati, 

piangevano anche loro resina, ma non per la contentezza. Chissà dove 

sarebbero finiti!

Ora il piccolo albero di Natale è diventato un abete grande e possente, ha 

visto tanti figli andare in vacanza per le feste. Qualcuno è ritornato, sano o 

con un ramo spezzato. Lui guarda da lontano la città dove i bambini del suo 

Natale lo hanno amato e rispettato. Perché è un albero di Natale, albero di 

Natale tutto l’anno, perché Natale non vuol dire essere buoni e bravi solo il 25 

dicembre, perché Natale può essere ogni giorno. Basta volerlo come quel 

piccolo albero di Natale che ci tiene compagnia sulla montagna, anche se 

lontano, anche se non lo vediamo.

E c’era una volta e c’è ancora oggi, un albero di Natale. Sempre diverso e 

sempre uguale, quasi un caro amico di famiglia che si presenta ogni anno per 

le vacanze, le sue vacanze, da Santa Lucia all’Epifania. Grande, piccolo, 

verde o dorato, testimone di ogni Natale, un amico con il quale aspettare 

l’apertura dei regali e l’occasione buona per scambiarsi gli auguri, per fare la 

pace, per dirsi anche una parola d’amore. E tutti vogliamo bene all’albero di 

Natale, ogni anno disposti ad arricchire il suo abbigliamento con nuove 

palline colorate, un puntale illuminato e addobbi d’oro e d’argento. È cresciuto 

con noi, cambiato ogni anno, sempre più bello agli occhi di chi guarda, occhi 

di bambino, ma anche occhi di adulto che vuole tornare bambino. Per quei 

giorni di festa è lui a fare la guardia al focolare, a salutare quando si rientra a 

casa, a tenere compagnia a chi è solo. Una presenza che conforta, non solo 

nell’anima. È meglio se l’albero è di quelli con le radici, pronto a dismettere 

l’albero della festa e a compiere il suo dovere in mezzo ai boschi, a diventare 

grande, libero e felice. 


13. L’ALBERO DI NATALE PIU’ BELLO

Natale si avvicina. 

Nonno Olaf oggi porterà i sui nipotini Olga e Erik nel paese degli gnomi per 

prendere l’abete che gli servirà per fare l’albero di natale nella loro casetta.

E’ una mattinata scura e la slitta è pesante, la strada scivolosa e bisogna 

essere prudenti. Ad un tratto nonno Olaf sente un leggero rumore provenire 

da sotto i rami degli alberi.

<< Sono gli gnomi!>> sussurra Olga. <<Buongiorno!>> dice allegro nonno 

Olaf ai piccoli abitanti della foresta.

Nonno Olaf ferma la slitta in una piccola radura: è la radura dei giovani abeti. 

E’ proprio là che nascono e crescono gli abeti.

Erik rimane incantato di fronte ad un piccolo, splendido abete, foltissimo di 

rami e di aghi.

<<Nonno, nonno! Esclama il bimbo. –Eccolo qui il nostro abete! Dai, nonno, 

taglialo e portiamolo via con noi!>>.

Il nonno alza l’ascia affilata pronta a colpire….

<<Santa polenta! Ma che succede?>> esclama all’improvviso nonno Olaf. 

Uno gnomo è apparso all’improvviso, gettandosi sulla sua ascia per 

strappargliela di mano. Un altro si avventa addosso ai due bimbi….che 

cadono sulla neve. 

<<Non ti vergogni nonno Olaf?>> chiede uno dei due gnomi.

<<Vergognarmi? –risponde nonno Olaf- E di che cosa poi?>>

<<Non hai il diritto di tagliare questi alberi! Fai loro male, non lo sai?>>

<<Ehi, ma che succede?>> grida nonno Olaf.

Gli gnomi, ora numerosi, l’hanno agguantato tutti insieme, ed ecco che lo 

sollevano in alto, sempre più in alto, insieme con i due nipotini.

Ben presto i tre si ritrovano a sfiorare le cime degli alberi.

Erik ed Olga si stringono forte al nonno.

Nonno Olaf tace immediatamente nel vedersi arrivare davanti la regina degli 

gnomi. 

<<Desidero farti un regalo, mio caro amico – dice la regina. – Ecco, prendi 

questo abete e piantalo nel tuo giardino.>>

E’ un abete piccolo e fragile, tanto che nonno Olaf ha quasi paura di fargli 

male, a tenerlo fra le mani.

Nonno Olaf ha promesso agli gnomi che non oserà mai più tagliare neanche 

un solo abete, per tutto il resto della sua vita.

Olga stringe tra le mani il piccolo albero.

Arrivati a casa i due fratellini raccontano la loro incredibile avventura a 

mamma e papà. Olga inizia subito a piantare il piccolo abete in giardino.

<<Speriamo che cresca in fretta!>> dice.

Quella notte qualcosa di strano accade nel giardino. Tanti minuscoli gnomi 

danzano attorno al piccolo abete, cospargendolo di migliaia di stelline.

Dopo un po’ gli gnomi dicono felici: <<Ecco fatto!! Quanto è bello!!- Ora 

possiamo andare il nostro lavoro è terminato!>>

Come ogni mattina Erik pulisce i vetri appannati per guardare dalla finestra. 

Erik emette un grido di gioia nel vedere il miracolo che si è compiuto nella 

notte. Il piccolo abete è diventato alto e imponente, ed è cosparso di stelline 

luccicanti, è diventato l’albero di natale più bello del mondo!


14 . IL MISTERO DELLE RENNE DI NATALE

La sera del 24 dicembre una bambina di nome Brenda ebbe un 

dubbio: come fanno le renne di Babbo Natale a volare e a respirare 

in aria? Presa dalla curiosità, Brenda cercò su Internet risposte alla 

sua domanda e digitò: "Tutti i segreti delle renne di Babbo Natale". 

Brenda aprì molte finestre, sperando che le rivelassero il segreto 

dietro quella magia. Ma purtroppo non trovò niente. Dispiaciuta ma 

allo stesso tempo incuriosita ancor di più, decise di risolvere quel 

mistero da sola. Si mise all'opera: avrebbe finto di addormentarsi, 

poi avrebbe aspettato Babbo Natale e si sarebbe infilata nella sua 

slitta. 

"Mamma, io vado a letto!" disse alla madre. "Ma Brenda, sono solo 

le sette di sera e non abbiamo neanche mangiato!", le rispose la 

madre. "No, non ho fame. Buonanotte!", replicò Brenda.

Così, Brenda si mise a letto e iniziò a leggere Robinson Crusoe per 

ingannare il tempo.

A mezzanotte, Brenda sentì uno strano rumore provenire dal 

soggiorno. Incuriosita, andò in punta di piedi fino al balcone, uscì, 

ma non vide niente. Andò in soggiorno e non vide nessuno. In 

preda al panico, andò a svegliare i genitori. "Mamma, papà! Baabbo 

Natale non è arrrivato ancora!". Fu il padre a svegliarsi. "Ma tesoro, 

perché Babbo Natale sarebbe dovuto arrivare ora?". Brenda era 

incredula. "Ma... il calendario... l'albero... i rumori... internet... le 

renne... il soggiorno... Robinson Crusoe... Oh, non ci credo!". Il 

padre cercò di calmare Brenda: "Calma, tesorucc... aspetta un 

attimo, cosa c'entra Robinson Crusoe?". E Brenda rispose: "Niente, 

è una lunga storia..."

"Ma insomma, non si può dormire in pace in questa casa? Brenda 

una volta si sveglia perché deve fare pipì e ha paura di entrare in 

bagno perché teme che ci siano dei mostri, una volta ha sete, poi 

non riesce a dormire, e ora sei tu, Carlo, che mi svegli così 

bruscamente? Che vuoi?!?" disse Laura, la mamma di Brenda, che 

si era svegliata di colpo e si era appena tolta gli occhialini da notte. 

"Ora" - continuò - "se non mi dai una buona ragione per avermi 

svegliato, io...Oh, ciao Brenda!". Carlo, il padre di Brenda, a quel 

punto non riuscì a trattenere una grassa risata. "Oh, naaah! Non ci 

credo! Ah ah ah! Brenda... tu, ragazzina di quasi 11 anni, hai paura 

di entrare in bagno da soa di notte perché credi che ci siano mostri 

notturni? Ah ah ah!".

"Mamma, mi avevi promeso che non l'avresti detto a nessuno!" 

disse Brenda tra i denti. "Scusami amore, mi è sfuggito! Comunque 

che ci fai qui?" le chiese Laura. 

Brenda balbettò qualcosa di incomprensibile tipo: "Ma io volevo.... 

le renne.... non... che fosse... brusca... reazione...". La guardarono 

tutti dubbiosi ma per fortuna Carlo le disse: "Ok, piccola mia. Vieni 

pure nel nostro letto!". Gli occhi di Laura erano infiammati, ma non 

per un'infezione, ma per la rabbia!

"Ma...Carlo!" - disse la madre - "mi avevi promesso che Brenda non 

sarebbe mai più venuta nel nostro letto perché dici che le puzzano i 

piedi!". Gli occhi di Brenda si infiammarono come quelli della 

madre. Carlo la guardò e commentò: "Eh, già! Sei proprio sua 

figlia!". E si addormentò di colpo. Madre e figlia si scambiarono un 

sorrisetto compiaciuto e si misero a dormire anche loro


Sempre in rete infine ho trovato questo blog dove potrete scaricare altre storie per le domeniche dell'Avvento da inserire nel vostro calendario "favoloso"!!!!!

http://maghelladicasa.blogspot.it/2015/11/calendario-davvento-in-racconti-pdf.html



8 commenti:

  1. C'è un errore grossolano! In Spagna i Re Magi arrivano il 6 gennaio, come in tutti gli altri paesi per altro e non il 28 dicembre!!! :O

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    1. Ciao Marta| Grazie per la segnalazione!
      Provvedo subito a correggere!!!

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. Ma mancano alcune storie, ce ne sono solo 14

    Grazie

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    1. Ciao! Le storie che mi sono state mandate sono queste! Credo che vadano aggiunte quelle del Natale nel mondo! :)

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  4. In tal caso si arriverebbe a 27...😉

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    1. :) basta distribuirli! Comunque nel post alla fine c'è un link con altri racconti! Questo post è una linea guida, puoi mettere questi racconti oppure altri! Spero di esserti stata d'aiuto!
      A presto!

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