Lavati le mani


LAVATI LE MANI!


Guida utile per prevenire l'influenza, in collaborazione con la Dott.ssa Fabiana Assistente Sanitario.


Premessa: visto il successo riscontrato a seguito del post molto apprezzato sull'igiene dentale dei bambini "Sorridi. Guida allo Spazzolino 0-6 anni", in collaborazione con la Dott.ssa Tatiana Rizzati, ho deciso di aprire una rubrica a cadenza mensile, che per semplificarne il concetto chiamerò CHIEDILO ALL'ESPERTO, nella quale genitori come me potranno fare domande su argomenti di vario genere a degli esperti del mondo dell'infanzia.

Avvalendomi del supporto professionale di logopedisti, igienisti dentali, assistenti sanitari, nutrizionistiinsegnanti e educatori dell'infanzia, cercherò di dare risposte ad alcune delle domande che affollano il campo della genitorialità nella quale siamo immersi, io in primis.

Oggi, ho il piacere di avere con me, il supporto della Dottoressa Fabiana Salerno, laureata in Assistenza Sanitaria e che nella vita si occupa di Sanità Pubblica.
Nei giorni precedenti, ho raccolto alcune domande da parte di genitori che mi seguono su Instagram riguardo l'argomento: influenza e come prevenirla.
Le domande raccolte hanno trovato risposte grazie alla professionalità ed esperienza della Dott.ssa Fabiana ed oggi le condivido qui sul blog, seppur in chiave molto narrativa, in questo post.
Buona lettura.


VITA ALL' ARIA APERTA


Photo by Annie Spratt on Unsplash

Anche se in questi ultimi giorni, l'aria profuma di Primavera, ricordiamoci che siamo ancora in pieno Inverno!
Le basse temperature si alternano a quelle più miti e noi genitori alterniamo un arsenale tra cappelli di lana, guanti impermeabili, sciarpe e chi più ne ha più ne metta (nemmeno dovessimo mandare i nostri figli in avanscoperta nella steppa russa) a giubbini più leggeri che strizzano l'occhio ai mesi primaverili.
Ma nonostante questo dondolare tra freddo e meno freddo, una domanda rimane costante:

"Te la sei messa la canottiera?!"

Così recitavano le nostre mamme negli anni '80, ed ora che da figli siamo diventati genitori, forse ce la siamo portata dietro un po' anche noi questa cosa che se fa freddo bisogna coprirsi fino all'inverosimile.

Quanti pomeriggi trascorsi a casa perché:

"È troppo freddo per uscire!" 

E così credo di essermi annoiata e al tempo stesso di aver creato storie infinitamente infinite tra personaggi della Playmobil e Barbie, più io che nessuno al mondo.
O forse no! Forse non sono l'unica. Forse parecchi di voi hanno vissuto proprio come me, quei pomeriggi casalinghi interminabili fatti di compiti, Bim Bum Bam, Speedy Pizza a merenda e a volte qualche amico che ci faceva visita. Vabbè dai, che poi a pensarla così, tutto sommato non è proprio malaccio.

Però me la ricordo bene quella voglia di uscire e correre, tirare due calci al pallone, andare in altalena, anche se fuori era freddo, anche se fuori alle quattro di pomeriggio era già buio.
E poi la neve. Gli inverni innevati, rari dove abitavo da piccola io, e che riuscivo a vivere all'aria aperta solo per qualche minuto perché:

"Poi ti ammali che fa freddo!"

nemmeno fossi stata vestita per andare alla Festa di Ferragosto del Villaggio dove trascorrevo le vacanze estive.

E le giornate di pioggia? Meravigliose. Quanto mi sarebbe piaciuto saltare su quelle pozzanghere belle melmose sotto casa. E invece no perché in questo caso, oltre a far freddo, ti sporcavi pure e quindi, a casa mia era proprio off-limits.

Poi però, da grande ho recuperato quella carenza di "outdoor" invernale e soprattutto, quando sono diventata mamma, mi sono concessa un sacco di salti sulle pozzanghere insieme a mio figlio ed anche passeggiate nel parco ricoperto di ghiaccio la domenica mattina.

Anche quando era in culla (è nato sotto Natale, quindi per forza quando si usciva faceva freddo), se il tempo lo permetteva, ho sempre preferito lunghe passeggiate all'aria aperta piuttosto che pomeriggi rinchiusi in casa.
All'epoca mia mamma mi guardava strabuzzando gli occhi, dicendo che uscire con il freddo non avrebbe fatto bene al bambino, mentre mia suocera appoggiava appieno questo "modus vivendi", visto che in Repubblica Ceca, dove è cresciuto mio marito, usanza vedeva culle di bambini lasciati fuori dai locali anche in inverno.

Ma allora, a parte le usanze tradizionali che ogni cultura si porta dietro, per evitare che i bambini si ammalino troppo spesso che cos'è meglio fare?



Uscire lo stretto necessario e trascorrere più tempo possibile in luoghi chiusi e al caldo, oppure vivere all'aria aperta anche quando fuori ci sono zero gradi?



LA PAROLA ALL' ESPERTO


Photo by Martin Brosy on Unsplash


Per rispondere a questa domanda ho chiesto alla Dott.ssa Fabiana Salerno  cosa ne pensasse e lei, ha scritto alcune indicazioni su come prevenire l'influenza di stagione:


Ormai l’influenzata è arrivata, molti di voi forse l’avranno anche già sperimentata, effettivamente anche i dati epidemiologici ci dicono che è cominciato il picco. A questo punto parlare di come prevenire l’influenza forse potrebbe essere un po' tardi, ma posso comunque darvi due dritte su qualche piccola ma fondamentale accortezza per evitare di essere contagiati!
Per questo motivo oggi voglio parlarvi di una pratica semplice e scontata ma fondamentale nella prevenzione delle malattie: il lavaggio delle mani.
Lo so, non suona bene, ma dovete sapere che le mani sono un nido di germi; una piccola percentuale è costituita da microrganismi che naturalmente risiedono sulla cute senza creare danni, a questi però, possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto toccando le più diverse superfici; da qui possono essere trasmessi al naso, alla bocca o agli occhi, semplicemente attraverso le nostre mani.
A questo punto è piuttosto chiaro capire come le mani rappresentino uno tra i principali veicoli di infezione e di conseguenza quanto una corretta igiene sia fondamentale. Secondo il Center for Disease Control andPrevention (CDC) di Atlanta:
l’igiene delle mani rappresenta “la misura più importante per prevenire la diffusione delle infezioni”.


LA PAROLA ALL' ESPERTO: COME  E QUANDO SI LAVANO LE MANI?





La Dott.ssa Fabiana ci spiega inoltre la modalità corretta su come lavarsi le mani:
Dovete sapere che esistono diverse tipologie di lavaggio delle mani: sociale, antisettico, chirurgico, che rimuovono in maniera differente i microrganismi dalla superficie e che vengono utilizzati a seconda del contesto in cui ci troviamo. 
Quello che interessa a noi, quotidianamente è il lavaggio sociale ovvero il lavaggio che si fa semplicemente con acqua e sapone. 
Il lavaggio delle mani è una strategia efficace per evitare la trasmissione delle infezioni, come per esempio l’influenza, se fatto in modo corretto e frequentemente. 
Affinchè sia efficace non basta aprire il rubinetto e passare le mani sotto il getto dell'acqua per eliminare il problema ma, le raccomandazioni suggeriscono che debba avere almeno una durata di 40-60 secondi
È importante utilizzare un sapone preferibilmente liquido (quindi non esposto all’aria), applicare il sapone sui palmi e strofinare bene il dorso, gli spazi interdigitali, sotto le unghie e risciacquare abbondantemente con acqua. 
Non toccare rubinetti o maniglie con le mani appena lavate. Chiudere il rubinetto usando una salviettina pulita, meglio se monouso. 
Non voglio dilungarmi troppo sulle modalità di lavaggio delle mani, potete trovare i dettagli un po' ovunque su internet. Quel che mi preme farvi capire è l’importanza di questa procedura nella prevenzione delle infezioni e soprattutto: quando va fatta?.
APRITE BENE LE ORECCHIE (o strabuzzate gli occhi), sempre e dico sempre, LAVARE LE MANI È FONDAMENTALE,
PRIMA DI:
mangiare, 
maneggiare o consumare alimenti, 
medicare o toccare una ferita. 
DOPO:
aver tossito, 
starnutito o soffiato il naso, 
essere stati a stretto contatto con persone ammalate, 
essere stati a contatto con animali, 
aver usato il bagno, 
aver cambiato un pannolino, 
aver usato un telefono pubblico, 
maneggiato soldi ecc., 
aver usato un mezzo di trasporto, 
aver soggiornato in luoghi molto affollati 
(palestre, sale da aspetto di ferrovie, aeroporti, cinema ecc.). 

Sembra banale?! Infatti lo è. Eppure sono certa che molti di noi non sono così ligi a queste regole.


LA PAROLA ALL' ESPERTO: COME PREVENIRE L'INFLUENZA


Perciò la grande domanda su: come posso prevenire l’influenza? trova risposta in alcuni semplici consigli che lo stesso Ministero della Salute indica quali efficaci strategie di prevenzione individuale
• Lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente specialmente dopo aver tossito o starnutito e asciugate. 
• Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi le mani, oppure coprirsi la bocca con l’avambraccio piuttosto che con la mano. 
• Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale. 
• Evitare il contatto stretto con persone ammalate ed evitare posti affollati. Quando non è possibile mantenere la distanza, ridurre il tempo di contatto stretto con persone malate. 
• Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca. 
• Far arieggiare frequentemente le stanze.


CONCLUSIONI


La Dott.ssa Fabiana ci ha illustrato alcune regole base, fondamentali, per prevenire al meglio l'influenza stagionale e conclude questo breve excursus così:

<< Care mamme, se il vostro bambino è influenzato, ahimè rimedi miracolosi non ce ne sono. Insegnategli piuttosto a rispettare una corretta igiene e rispettatela voi stesse. 
Infine vi ricordo l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per le categorie a rischio indicate nella Circolare Ministeriale, per le quali anche una banale influenzale potrebbe comportare gravi conseguenze. >>

Come avete potuto constatare non c'è nemmeno un accenno che colleghi lo stare a casa e non uscire in inverno alla prevenzione dell'influenza!
Quindi da mamma concluderei questo post consigliando di vivere all'aria aperta anche in Inverno, ricordandosi che è buona regola coprirsi adeguatamente.
Attenzione! Non ho detto coprirsi in modo esagerato, ho detto coprirsi in modo adeguato alle temperature e alle condizioni climatiche.
E poi vabbè, l'istinto di mamma che saprà suggerirci se uscire o meno in un determinato giorno, in base alla salute del proprio bambino.